Madeira - Funchal Archives - I pasticci di Terry https://www.ipasticciditerry.com/category/madeira/ Sun, 30 Sep 2018 12:50:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.8 https://www.ipasticciditerry.com/wp-content/uploads/2014/08/cropped-Logo-della-scuola-di-cucina-15x15-1-32x32.jpg Madeira - Funchal Archives - I pasticci di Terry https://www.ipasticciditerry.com/category/madeira/ 32 32 Pane – Bolo do caco https://www.ipasticciditerry.com/pane-bolo-do-caco/ https://www.ipasticciditerry.com/pane-bolo-do-caco/#comments Mon, 06 Nov 2017 05:58:28 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=11363 Bolo do caco. Come tutti sapete, ho vissuto a Madeira per circa un anno, in passato. La cucina madeirense, rispetto a quella italiana, non è molto ricca di piatti tipici... [Continua a leggere]

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Bolo do caco. Come tutti sapete, ho vissuto a Madeira per circa un anno, in passato. La cucina madeirense, rispetto a quella italiana, non è molto ricca di piatti tipici e particolari. Però una cosa tra tutte, mi piaceva molto e la mangiavo spesso, anche calda, appena fatta e con nessun accompagnamento: il Bolo do caco.

E un pane composto da patate dolci. Un tipo di patata dolce che non si trova da noi ma ad ogni modo, il sapore è molto simile. Sono riuscita a riprodurlo e ogni tanto me lo preparo. A Madeira si serve con una salsa di burro, aglio e prezzemolo; com mantega de alho

Ma, come tutti ormai sapete, l’aglio non è da me gradito. Mi piace giusto l’odore ma non il sapore e lasciamo perdere che poi ti lascia l’alito impestato ma questo è un particolare secondario.

Ho fatto diversi esperimenti, ho letto diverse ricette in portoghese, sul web. Ho provato anche a usare la pasta madre ma non ha lo stesso sapore. Va fatto con il lievito di birra. Se avete fretta mettetene un po’ più di quello che vi segno, altrimenti ne basterà poco e allungare i tempi.

Questo pane si trova in tutte le fiere e le feste di paese, sempre ricche ed abbondanti, sull’isola. Lo cuociono su pietre di basalto, riscaldate ad alta temperatura. Inutile dire quanto tempo sono rimasta, tutte le volte, a guardare i loro gesti, mentre preparavano questi pani.

Visto che noi in casa non abbiamo questa pietra, potete usare una piastra con fondo spesso, io ho usato quella per preparare le piadine romagnole. Non va oliata e i pani vanno cotti sul fuoco e non in forno.

La piastra va scaldata per bene e poi si poggiano i pani. Tenete la fiamma media e girate i vostri pani, dopo tre/quattro minuti, da quando li avete posizionati sul fuoco.  Se fate forme piccole, come me, diciamo intorno ai 10 cm di diametro e 1 di altezza, ci vorranno circa 10 minuti in tutto.  Bolo do caco.

Bolo do caco (14)

Ingredienti per 6 pani

260 g di batata (patata dolce) peso da cotto, senza pelle

350 g di farina 0 o 00

120 g di acqua

5 g di lievito di birra fresco

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale fino

 

Procedimento:

Prima di tutto cuocere le batate, togliere la pelle, pesarle e schiacchiarle con l’apposito attrezzo. Lasciatele raffreddare.  Sciogliere il lievito nell’acqua, con l’aggiunta di un cucchiaino di zucchero. Aggiungere la farina, le batate schiacciate e per ultimo il sale.

Impastate come volete: a mano, col bimby, con l’impastatrice. Deve venire un composto appiccicaticcio ma ben impastato. Se fosse troppo molle, aggiungere una piccola spolverata di farina. Qua dipende da quanto assorbono le batate.

Oliare leggermente una ciotola e versare il composto. Dare dei giri al centro e far riposare, coperto per una decina di minuti.

Ripetere i giri al centro, vedrete che la pasta si sarà già rilassata e riuscirete e formare una palla. Mettete a lievitare, fino al raddoppio. Con questa dose di lievito e le mie temperature, ci sono volute 4 ore. Mettete in luogo tiepido. Io ho messo in forno, con la lucetta accesa.

Bolo do caco col

Rovesciare l’impasto sul piano infarinato. Fate le vostre forme, senza stropicciare troppo l’impasto. Coprire e lasciar riposare una mezz’ora circa. Io ho usato una ciotola per dare le forme. Lo spessore non state sopra 1 centimetro, dopo cresceranno ulteriormente sulla piastra e se li fate più alti, non cuoceranno bene.

Mettere a scaldare la piastra sul fuoco vivo. Abbassare a fiamma media e posare i vostri pani, lasciando riposare gli altri, che non ci stanno sulla piastra, sempre coperti da un telo.

Bolo do caco1

Come detto, appena messi sulla piastra, lasciare per qualche minuto, vedrete che i pani si alzano e formano una piccola crosticina, girare e cuocere dall’altra parte. Ora che si è formata la crosticina da entrambi i lati, girare spesso i vostri pani; devono cuocere ma non bruciare.

Eccoli qua: morbidi, profumati e tanto saporiti.

Bolo do caco (15)

Io li ho mangiati farciti ma anche come accompagnamento. Hanno un sentore di dolce ma non sono dolci, quindi si accompagnano anche a salumi e formaggi. Inutile dire che sono ottimi anche con confetture o creme di nocciole. Ma vi assicuro che sono buonissimi, anche così, senza niente.

Bolo do caco (18)

Se siete coraggiosi e amate l’aglio, potete preparare anche il mantega com alho facendo ammorbidire il burro, a temperatura ambiente e unendo aglio e prezzemolo tritati, molto finemente. Lo spalmate sopra il vostro pane e lo usate come antipasto o come accompagnamento a quello che volete.

Bolo do caco (19)

Provatelo però, vedrete che è buono. Ho un bel pò di riviste portoghesi, portati da Madeira, con diverse ricette. Alcune anche interessanti, magari ne provo qualcuna e poi ve la passo. Vi interessano? Intanto provate il pane, si vede quanto è morbido?

Bolo do caco (23)

Bolo do caco (24)

 

E naturalmente li porto dalla mia Sandra alle ricette itineranti 

RICETTE-ITINERANTI

 Buon inizio di settimana a tutti, a presto.  

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Dolci – Palline al cioccolato https://www.ipasticciditerry.com/palline-al-cioccolato/ https://www.ipasticciditerry.com/palline-al-cioccolato/#comments Mon, 19 Jan 2015 21:50:55 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4695 Eccomi qui dopo tanti giorni. Il diario di Funchal l’ho sospeso, per molte ragioni che ora preferisco non dire. Comunque continuerò a raccontarti le mie periperizie, magari in maniera meno... [Continua a leggere]

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Eccomi qui dopo tanti giorni. Il diario di Funchal l’ho sospeso, per molte ragioni che ora preferisco non dire. Comunque continuerò a raccontarti le mie periperizie, magari in maniera meno approfondita. Ormai dell’isola te ne ho parlato in lungo in largo: è bellissima e la temperatura è mite e piacevole, anche ora che siamo oltre metà gennaio. Il locale sta andando avanti, tra alti e bassi, molto faticosamente. Stiamo cercando di capire come farlo funzionare al meglio e se non ci riusciremo, faremo fagotto e ciao Pepp!!

Ricette ne ho molte da pubblicare però mi ha preso la malavoglia … non lo so. Mi sento demotivata. Capitano i momenti di stanca, penso capitano anche a te, no? Ecco quindi che passo direttamente alla ricetta di oggi: semplicissima e molto versatile. Le Palline al cioccolato e ricotta. Si possono fare in mille modi.

Questi Tartufi, o Palline al cioccolato sono molto semplici da fare, la ricetta l’ho letta su molti blog e perciò non ho un riferimento preciso da darti. Nel momento in cui mi sono messa a farle poi, ho unito gli ingredienti a sentimento, controllando e aggiustando la consistenza e la dolcezza dell’impasto, assaggiando direttamente. Perciò aggiungi qui, aggiungi lì, queste sono le mie dosi. Penso che ognuno possa regolarsi a secondo dei propri gusti.

Ingredienti:

200 gr di biscotti (io ho usato i savoiardi, gli unici biscotti che avevo)

100 gr di ricotta

120 gr di crema di nocciole

per decorare: cioccolato in polvere, cocco, granelle di frutta secca… quello che la fantasia vi suggerisce

Procedimento:

Ho tritato i biscotti, ho mischiato la ricotta e la crema di nocciole. Ho messo in frigo e poi formato le palline, grosse circa come una noce. Le ho fatte rotolare singolarmente del cioccolato in polvere e in un miscuglio di zucchero a velo e cannella. Semplici, vero?

Tartufi ricotta

Io li ho messi in piccoli pirottini e li servo come dopo-pranzo. Uno tira l’altro. 😉

Tartufi ricotta (2)

Ti auguro un buon inizio di settimana. A presto.

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Crema di mandarini https://www.ipasticciditerry.com/crema-di-mandarini/ https://www.ipasticciditerry.com/crema-di-mandarini/#comments Wed, 07 Jan 2015 08:57:13 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4685 Oggi ricetta furbissima: la Crema di mandarini. Che poi potrebbe essere anche Crema di aranci, Crema di mandaranci …. insomma Crema di agrumi. E’ un alternativa alla Crema di agrumi... [Continua a leggere]

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Oggi ricetta furbissima: la Crema di mandarini. Che poi potrebbe essere anche Crema di aranci, Crema di mandaranci …. insomma Crema di agrumi. E’ un alternativa alla Crema di agrumi che vi avevo già presentato QUI. Questa è un pochino più dolce e cremosa, adattissima a aromatizzare torte di qualsiasi genere. In particolare, questa al mandarino, ha un sapore e un profumo particolare, differente da quella di agrumi che vi avevo già presentato. E’ facilissima, ci vorrà un pò di tempo ma poi ve la potrete mettere in un barattolo, in frigo e dura per molto tempo.

Naturalmente questa è una mia ricetta di archivio perchè figuratevi se qui sanno cosa sono i mandarini!!! Hanno i mandaranci e gli aranci, molto buoni quelli prodotti qui ma sono rari da trovare perchè nelle due catene di supermercati presenti qui, ci sono quelli di importazione che arrivano dall’Africa o dalla Spagna. Frutti molto belli esteticamente, cari come l’oro che dopo due giorni da quando li avete acquistati, nella migliore delle ipotesi sono belli secchi all’interno e con zero succo. Nella peggiore vi marciscono prima ancora di mangiarli!!

Ingredienti:

Mandarini

zucchero

Procedimento:

Prendete la buccia dei mandarini, mettetela in una pentola con dell’acqua fredda a coprirle. Accendete il gas e portate a bollore. Fate bollire per circa dieci minuti, poi rovesciate quell’acqua, cambiatela, mettendone altra fredda e rifate bollire. Questo lavoro lo fate per tre volte. Alla terza volta, scolate le bucce, pesatele e mettete in un mixer. Io ho usato il bimby.

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Aggiungete lo stesso peso di zucchero e frullate il tutto.

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Io lo faccio a scorze calde e poi invaso nei barattoli tipo Bormioli, con le capsule che creano il sottovuoto. Tappo bene e faccio raffreddare a testa in giù. Poi posiziono i miei vasi in frigo. Provate e poi mi direte se non è una crema favolosa. Se vi piace potete aggiungere anche una o due bacche di vaniglia, dopo aver tolto i semini. Il bimby trita bene, regolatevi con il vostro mixer, devono vedersi appena i puntini neri ma essere tutto ben frullato.

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Diario di funchal 06 gennaio 2015

Il nuovo anno è arrivato. Finalmente le feste sono finite, un Natale da dimenticare: molto triste e malinconico. Fa niente, giriamo pagina e andiamo avanti. il locale va avanti con i suoi alti e bassi. Per vedere se un locale funziona deve necessariamente passare del tempo e lo faremo passare. Intanto cercheremo di goderci quello che l’isola ci può dare di bello.
Le temperature si sono molto abbassate, la sera e la notte si avvicinano anche ai 13/14 gradi, però poi di giorno possono arrivare anche a 18/20 gradi. Bisogna vestirsi a cipolla. Domenica scorsa abbiamo pranzato sul nostro terrazzino, con il sole e in mezze maniche. Per essere il quattro gennaio non è male, dai.

Durante le feste natalizie non abbiamo lavorato molto, mentre l’ultimo giorno dell’anno abbiamo avuto un lavoro continuo, cominciato verso mezzogiorno e protratto fino a sera dopo le dieci. Avevamo delle prenotazioni per la cena di capodanno, due gruppi madeirensi, a cui si sono aggiunte molte persone, turisti e non. Se la sala è piena o comunque c’è gente, le persone arrivano e si fermano. Se la sala è vuota, arrivano, guardano e se ne vanno. Naturalmente una sala vuota, fa pensare che non si mangi bene e perciò non ti invoglia a fermarti.

Il mio parere è che se non riusciamo a far arrivare moooooolti turisti ci toccherà far fagotto e tornare a casa. Questo per una ragione molto semplice: la popolazione madeirense è troppo povera per andare al ristorante o in pizzeria. Inoltre se ci metti che siamo in un centro commerciale deserto e con la maggior parte dei negozi chiusi, oltre al fatto che all’interno ci sia un’altra pizzeria, presente da più di trent’anni, ecco che abbiamo davvero poche speranze di lavorare con le persone locali. I turisti, proprio per il fatto che è un centro commerciale che pare abbandonato non entrano nemmeno e perciò ….

I nostri clienti migliori sono italiani che vivono a Madeira ma non possono essere sufficienti a far funzionare un locale, con le mille spese da affrontare. Ecco, questo è il quadro della situazione. Prenderemo il tempo necessario per vedere se riusciamo a renderci più visibili ai turisti, la nostra unica salvezza e poi decideremo, serenamente cosa fare. Diamo tempo al tempo.

Stiamo facendo il possibile per aumentare la visibilità con cartelloni e vetrofanie ma la direzione del centro commerciale non è che ci viene incontro, anzi; questo non si può … questo non va bene … insomma mille problemi. L’altro giorno è sparito il cavalletto dove scriviamo il piatto del giorno e portiamo fuori, all’ingresso del centro commericale tutti i giorni, riportandolo dentro la sera. Ebbene, la mattina dopo, è sparito dall’interno del centro commerciale. Siamo andati a chiedere al segretario e questo dice che evidentemente non lo abbiamo portato dentro la sera e perciò ce lo hanno fatto sparire: assolutamente non vero. Quindi chiediamo di visionare le telecamere, per vedere se il cavalletto c’era o non c’era. Ci risponde che non c’era registrazione, di andare alla polizia a fare denuncia. Bene, andremo alla polizia, rispondiamo. Era il 31 e abbiamo lavorato tutto il giorno, fino a sera e decidiamo di andare il giorno dopo. Il giorno dopo il cavalletto è ricomparso!!! Un dispetto? Chi lo sa …

Nei prossimi giorni riuscirò ad andare in Italia per qualche giorno, ne ho proprio bisogno, spiritualmente. Sono troppi giorni che non vedo la mia famiglia e non abbraccio mio figlia. Dopo la bella notizia ho tanta voglia di vederla e accarezzare la sua pancina. Questa cosa mi sta dando la forza di andare avanti e affrontare queste giornate difficili.

Ieri sera è arrivata la mia sorellona, si fermerà fino alla fine del mese, in vacanza con il marito. Sono molto felice. Per la verità avrò un mese molto movimentato: è arrivata la mia sorellona, andrò qualche giorno in Italia, quando tornerò arriverà una carissima amica, che io chiamo sorellina, a febbraio arriverà un’altra amica italiana …. Insomma aria di casa, aria di Italia in arrivo!

Della mia “sorellina” ti parlerò nei prossimi giorni, arriva con una nave da crociera e si fermerà un giorno e mezzo. Lei è una carissima amica, anagraficamente più grande di me ma un po’ più piccola di statura, ecco perché la chiamo sorellina. Tra di noi c’è un bellissimo feeling, le voglio molto bene e sono felice che arrivi. Come avrai capito dai miei scritti io sono una persona molto affettuosa e dentro di me ho tanto amore da dare e per me è una grande gioia darlo. Se dai amore è automatico riceverlo in cambio, almeno credo. Per la verità devo dire che sono mooooolto fortunata, perchè intorno a me ho davvero tante persone che mi vogliono bene e mi dimostrano tanto affetto, come le tante persone che mi scrivono sul blog o mi mandano mail private …. grazie, non finirò mai di ringraziarvi: GRAZIE!

Alla prossima e … basta. Alla prossima! Niente viva … nè Italia, nè Madeira. Quest’anno va così. 🙂

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Dolci – Girelle al cioccolato https://www.ipasticciditerry.com/girelle-al-cioccolato/ https://www.ipasticciditerry.com/girelle-al-cioccolato/#comments Mon, 15 Dec 2014 00:24:57 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4615 Vorrei cominciare questa settimana in dolcezza con queste Girelle al cioccolato, nate per caso. Volevo fare un dolcetto piccolo e monoporzione, da presentare come spuntino al mio bar. Ho cercato... [Continua a leggere]

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Vorrei cominciare questa settimana in dolcezza con queste Girelle al cioccolato, nate per caso. Volevo fare un dolcetto piccolo e monoporzione, da presentare come spuntino al mio bar. Ho cercato tra le ricette del bimby e trovato Questa ricetta. Mi ha incuriosito per la velocità di esecuzione, provatela e poi mi direte. Io ho dovuto ridurre le dosi e adattarla al mio stampo, in quanto la mia placca del forno non è 40×30 come indicato nella ricetta.

Ingredienti per uno stampo 40×30

120 g di zucchero

135 g di farina 00

4 uova intere + 1 tuorlo

2 cucchiaini di lievito per dolci

1 pizzico di sale fino

100 g di latte

Crema di nocciole (o anche marmellata o crema, come preferite)

100 g di cioccolato da copertura

Procedimento:

Ho messo la farfalla nel bimby. Ho messo uova, tuorlo e zucchero nel boccale del bimby e azionato a vel. 4 per circa 20 secondi. Ho quindi aggiunto il sale, il lievito e la farina e azionato ancora per 3 minuti a vel. 3.

Sulla placca del forno ho steso della carta forno, prima bagnata con acqua e strizzata bene, ho acceso il forno a 200°. Quindi ho steso l’impasto sulla placca rivestita e livellato per bene. Infornato per circa 9 minuti. Appena uscito dal forno, ho rovesciato il rettangolo di pasta su un’altro pezzo di carta forno, l’ho spennellato di latte e costarso di crema di nocciole. Arrotolato, aiutandomi con la carta forno, chiuso bene e messo in frigo a raffreddare. Se non avete tempo, mettetelo in freezer per un paio di ore. Non ho foto del procedimento ma mi sembra abbastanza semplice, non complicato.

Quindi l’ho tagliato a fette. Sciolto della cioccolata fondente al micro onde per qualche secondo e “pucciato” uno dei due lati delle girelle, livellando bene il cioccolato. Quindi ho fatto asciugare bene ed ecco pronte le mie girelle.

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Che ve ne pare?

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 Diario di Funchal 14 dicembre

E’ stata una settimana difficile e complicata … non perché abbia lavorato troppo ma perché la nostalgia di casa, con questo martellamento continuo “E’ Natale” “Tra qualche giorno è Natale” “Lo passiamo in famiglia” ecc ecc. Le luci per la strada, gli alberi addobbati, vetrine e canzoni in tema … insomma è difficile! Fino ad ora mi ero sforzata di non dare troppa importanza a questa cosa. Con il fatto che qui le temperature non fanno pensare al Natale, non c’è neve, non c’è gelo … insomma, finora ci ero riuscita abbastanza bene. Invece in questa ultima settimana, ha cominciato mio marito ad essere silenzioso e triste e poi dopo mia insistenza mi ha confessato la sua malinconia ed io a sgridarlo: non ci pensare, pensa ad altro … insomma alla fine ha contagiato anche me! Mi sento tanto triste; prigioniera di questa isola, così lontana da casa mia, da mia figlia, dalla mia famiglia. Passerà … deve passare per forza!

Qui le temperature si sono abbassate ulteriormente, non si avvicinano di certo a quelle del nord Italia ma piuttosto a quelle del sud. Al mattino e alla sera, in alcune giornate, sono arrivate anche a 14 gradi, mentre durante la giornata, se esce il sole le massime arrivano a 19 gradi. Pare che non abbiano avuto temperature così basse da molti e molti anni … che fortuna!! Non mi lamento per carità, però fa freschino anche per me.

Vi faccio vedere il presepe che hanno preparato per le strade di Funchal; molto bello, ad altezza d’uomo.

Ecco la capanna

033I pastori

032I re magi

034

Forse è meglio se per qualche tempo interrompo questo mio diario … almeno fino a quando mi sentirò così triste. Forse è meglio raccontarvi le ricette e basta, almeno non intristisco anche voi. Vi abbraccio tutti e vi ringrazio per l’affetto che sempre mi dimostrate. A presto.

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Pane del miracolo https://www.ipasticciditerry.com/pane-del-miracolo/ https://www.ipasticciditerry.com/pane-del-miracolo/#comments Thu, 11 Dec 2014 23:21:39 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4590 Si, avete letto bene: Pane del miracolo. Perchè è fatto con una farina che si chiama Miracolo del Molino Grassi. Valentina mi ha spedito qui una campionatura di questa farina,... [Continua a leggere]

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Si, avete letto bene: Pane del miracolo. Perchè è fatto con una farina che si chiama Miracolo del Molino Grassi. Valentina mi ha spedito qui una campionatura di questa farina, oltre a quella di Kamut e non potevo fare a meno di provare a farci un bel pane. Una farina davvero buona, che regala un pane soffice, morbido e profumato. Vi faccio un copia/incolla per farvi capire di che tipo di farina sto parlando:

Miracolo: una farina tipo 1 di grani teneri antichi della provincia di Parma.
Per salvaguardare la biodiversità e il territorio è nata la collaborazione con Claudio Grossi, agricoltore parmense che da anni lavora per recuperare le antiche varietà locali di grano. Si è così ridato vita al “Grano del Miracolo” ormai dimenticato da anni. Un grano più ricco di fosforo, ferro e sostanze antiossidanti.Ideale per ottenere prodotti da forno unici per sapore e profumi.

Ho fatto un pane molto semplice, l’ho solo arricchito con semi di girasole e di sesamo. L’ho fatto velocemente, senza prestargli troppa attenzione, quasi di corsa direi. Avevo rinfrescato quella poveretta della mia pamina, che giaceva quasi moribonda in frigo, legata e chiusa in un contenitore. Ho ricevuto la farina dai miei cari amici e quindi ho provveduto subito a mischiarla al 50% con la farina che c’è qui. Gli sono bastati due rinfreschi per dare i primi segni di vita, al terzo  rinfresco è fiorita in due ore ed è raddoppiata. Che profumo il pane fresco fatto in casa, erano un paio di mesi che non lo sfornavo. Ne ho perfino regalato un pezzo a dei clienti italiani che vengono a mangiare nel mio locale. Mi sembrava un regalo molto prezioso, per me lo è di sicuro, spero lo abbiano apprezzato.

Questo pane lo voglio dedicare a Loro e a Lui, grazie a voi ho potuto riprendere a panificare ♥

Ingredienti:

75 g di pasta madre al raddoppio

75 g di acqua

75 g di farina 00

310 g di acqua

500 g di farina Miracolo del Molino Grassi

10 g di sale fino

1/2 cucchiaio di zucchero

1 cucchiaio di olio oliva

Procedimento:

Ho preparato il mio lievitino la sera , mischiando velocemente i primi tre ingredienti e sbattendo bene con una forchetta. Ho coperto con pellicola e lasciato a t.a. fino al mattino. Da me fa molto caldo, in cucina ho 27 gradi.

Quindi ho messo questo lievitino nella ciotola dell’impastatrice e sciolto bene con i 310 g di acqua. Quindi ho aggiunto la farina e mentre la macchina girava ho aggfiunto lo zucchero, il sale. Quando gli ingredienti erano mischiti ho aumentato la velocità e fatto girare molto velocemente per cinque minuti. Ho unto con l’olio una ciotola capiente, ho formato una palla con l’impasto e messo a lievitare, sempre coperto con pellicola. Dopo due ore e mezza era raddoppiato! Mi spiace ma presa dalla fretta non ho fatto foto, nè della ciotola bella lievitata, nè delle pieghe. Però sono sempre le solite pieghe che faccio al pane, il procedimento lo trovate anche QUI. Ho versato sul piano infarinato, ho formato una specie di rettangolo, fatto una piega a tre, poi girato di 90° e fatto di nuovo una piega a tre. Ho cercato di chiudere a palla, facendo ruotare tra le mani a coppa, sul piano, chiuso in alto e poggiato la mia palla di pasta sul cestino, ben infarinato. Chiuso di nuovo in un sacchetto di cellophane e messo di nuovo a lievitare. Qui veramente avevo da lavorare e l’ho un pochino abbandonato, quando sono tornata a guardarlo era bello bolloso e pronto da infornare.

Pane Miracolo

Ho acceso il forno al massimo con dentro la placca, dove poi, una volta bella calda, ho rovesciato il mio impasto. Ho spruzzato di acqua e cosparso di semi misti. Infornato e spruzzato il forno a più riprese, volevo creare un ambiente caldo ma ben umido. Questo è importante perchè così l’impasto non fa subito la crosta e si alza. Ho tenuto la temperatura al massimo epr 10 minuti, poi ho abbassato a 200°, ho lasciato cuocere per circa 30 minuti. Poi ho poggiato la mia pagnotta direttamente sulla gliglia, togliendo la placca, abbassato a 180° e lasciato altri dieci minuti circa. E voilà

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Questa la fetta

036Come vi sembra?

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 Questo ricetta la porto al secondo contest del Molino Grassi , ospitato dalla mia amica Valentina di Impastando si impara, grazie mille per questa splendida farina.

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E poi non posso non mandarla anche alla Sandra (altrimenti mi uccide!!) alla raccolta mensile di Panissimo, sua e della Barbara, questo mese ospitato dalla Sandra. Non sono proprio in tema ma so che va bene lo stesso, vero amora?

finale di stagioneLo so, le foto fanno schifo, però dovete tenere presente che questo pane l’ho fatto in premura, tra un pranzo e una cena, al mio locale.

Oggi niente diario, non ho tempo. Vi dico solo tanta nostalgia di casa, sopratutto in questi giorni, dove si parla di Natale e per noi è il primo lontano dalle nostre famiglie. Non è facile ma cercheremo di resistere.

Buon fine settimana a tutti e ….

Viva l’Italia e Viva Madeira!

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Dolce – Torta al limone https://www.ipasticciditerry.com/torta-al-limone/ https://www.ipasticciditerry.com/torta-al-limone/#comments Tue, 09 Dec 2014 23:30:27 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4603 Mi hanno regalato dei limoni enormi, completamente biologici, arrivano dal giardino di un amico. Con parte di questi limoni, con le bucce precisamente, sto facendo il limoncello per il mio... [Continua a leggere]

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Mi hanno regalato dei limoni enormi, completamente biologici, arrivano dal giardino di un amico. Con parte di questi limoni, con le bucce precisamente, sto facendo il limoncello per il mio locale. Ho guardato tra le mille ricette che ho qui e ho pescato questa ricetta sul libro verde del Bimby. L’ho proposta nel mio ristorante: è sparita entro sera!! Molto buona e profumata con quella crosta friabile ma non dura, quel profumo inebriante di limone … promossa! Farà parte delle ricette che proporrò periodicamente per il dolce da servire al ristorante. Provatela e poi mi direte se non vi sembra buona. Io ho usato una teglia da 26 e perciò ho aumentato di un terzo queste dosi che vi lascio. Tra parentesi vi lascio le dosi che ho usato io.

Procedimento:

Per la frolla 300 g di farina 0 (450)

150 g di zucchero (225)

100 g di burro (150)

1 uovo (2)

1 tuorlo (niente)

1 cucchiaino di lievito per dolci

Per la crema di limone:

2 limoni scorza e succo (io ho usato il succo di tre limoni e la scorza di uno)

2 uova (3)

20 g di burro (30)

100 g di zucchero (150)

Procedimento:

Ho tritato la scorza del limone per 15 secondi a vel, 8. Ho aggiunto il succo dei limoni, le uova, il burro e lo zucchero, ho cotto per 8 minuti a 90°, vel 3 e ho quindi lasciato raffreddare. Se non avete il bimby potete fare la stessa cosa su fuoco basso, girando sempre il composto.

Io la frolla l’ho fatta a mano, impastando velocemente tutti gli ingredienti e formando il panetto. Potete farlo anche con il bimby, mettendo dentro tutti gli ingredienti, per 2 minuti a vel. 6

Ho diviso l’impasto, la base un pochino più grande, l’ho sistemata su carta forno, che avevo bagnato e sistemato dentro lo stampo. L’ho rialzata sui lati, per formare le pareti. Dentro gli ho versato la crema, ormai fredda. Il resto dell’impasto l’ho steso e formato un cerchio della stessa dimensione dello stampo, l’ho posizionato delicatamente sopra la crema e cercato di chiudere il lati. Torta al limone

Ho quindi infornato per circa 40 minuti a 180°, prima riscaldato.

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Devo dire che forse anche lasciando le dosi originali, non sarebbe venuta male, perciò se vi piace più sottile, potete usare uno stampo da 26 e lasciare le dosi originali, quelle non tra parentesi per intenderci.

010Comunque provatela perchè merita! 😉

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Diario di Funchal 07 dicembre
Ohhh una domenica di semi relax! Oggi abbiamo tenuto chiuso il locale e siamo riusciti a rilassarci un po’. Naturalmente ho dovuto fare le solite trentacinquemila lavatrici e sistemare un pochino casa ma … vuoi mettere? Mi sono svegliata alle nove questa mattina, bella fresca e riposata e poi ho fatto tutte le mie cose con calma. Ora mi dedico un pochino al mio blog e a te, caro diario.

In questi 24 giorni di lavoro ininterrotti al locale ho conosciuto un pochino di più gli abitati di questa isola, così bella e così diversa da dove ho vissuto gli ultimi trenta anni della mia vita! Le persone madeirensi che avevo conosciuto, prima di aprire questo locale, mi sono apparse sempre allegre, felici, con il sorriso, pur con la loro povertà mi sembravano così umili e grati per quel poco che avevano. Ora invece le conosco sotto un altro punto di vista … Prima di tutto nel lavoro, sono molto inaffidabili! Ti dicono un giorno e invece se la prendono con calma; forse, vediamo ad andare bene. Salvo che ti dicono: si, si due giorni e sono lì e non li vedi per due settimane! Così abbiamo vissuto i giorni precedenti all’apertura, con le mille difficoltà ad avere forno, impastatrice, camici, volantini ecc ecc … io che sono quasi svizzera da quanto sono precisa e puntuale, mi hanno fatto impazzire!

Altro punto: sono un pochino strani … nel senso che arrivano, guardano i menù, storcono il naso, ti chiedono le cose più assurde e meno male che io non sono in sala!! Fare una pizza con il pollo: ok, posso farlo ma fare una carbonara con la panna!!! No, no proprio non è possibile! Mi rifiuto categoricamente di servire una carbonara con la panna. Sarebbe come se noi andassimo in un ristorante giapponese e pretendessimo che questi ci cuocessero il sushi ben cotto!! Per favore! Mio fratello che è in sala, è bravissimo e ha molto savoir fare, io proprio no!
Altra cosa sono radicati nelle loro tradizioni e nelle loro abitudini; nel centro commerciale dove siamo noi, c’è una pizzeria che è lì da più di trenta anni. Ora è in ristrutturazione e io pensavo (erroneamente) che chiusi loro, sarebbero venuti da noi a mangiare la pizza: macchè! Arrivano, ci chiedono notizie della Carbonara (così si chiama l’altra pizzeria) noi rispondiamo che è chiusa per restauro ma se vogliono anche noi facciamo pizza, pizza italiana. Noooooo, ti guardano schifati, si girano e se ne vanno.

Inoltre si capisce che le loro possibilità economiche sono molto limitate; tipo prendono una zuppa in tre, una pizza in quattro, un piatto di pasta in due … da bere non prendono niente, al limite un bicchiere di acqua del rubinetto … insomma una gran fatica!!
Poi sono molto diffidenti: per esempio qua i carciofi non li mangiano, secondo loro sono dei fiori e non sono commestibili. Tu glieli metti sulla pizza, nella quattro stagioni? Loro te li lasciano nel piatto, nemmeno li assaggiano! L’altro giorno il mio piatto del giorno erano gli Gnocchi, ebbene non li conoscono e non ne hanno preso nemmeno un piatto! Due ore di lavoro per fare gnocchi e questi niente! Inutile che tu gli dici: glieli faccio assaggiare, guardi li provi, noooooo per carità, magari li avveleni!!

Qui a Funchal i locali con nomi italiani abbondano, sono ovunque. Di italiano però hanno giusto il nome, dovete vedere che piatti servono … hanno tutta una loro idea della cucina italiana. Evidentemente qualcuno in passato ha portato le nostre ricette fatte in quel modo e secondo loro devono essere fatte così; vedi la Carbonara con la panna! Così sono la maggior parte delle persone, questo è il bello.  Mi hanno raccontato che di solito iniziano lavorando con degli italiani e gli copiano le ricette, carpendogli i nostri segreti e poi aprono dei locali, spacciandoli per cucina italiana. In realtà modificano le ricette a secondo del loro gusto e questo ci sta, per carità ma non pretendere poi quando vai in un altro ristorante, soprattutto italiano come il mio, di farti fare dei piatti che snaturano quello che è l’origine del piatto!

Fortuna che la voce si sta spargendo e molte altre persone apprezzano la nostra cucina e le nostre ricette. Sono capitati da noi degli italiani, che vivono qui a Funchal, gente molto simpatica e alla mano. Io faccio da mangiare nel mio ristorante cucina semplice, non complicata, loro apprezzano molto e io sono felice.

E’ capitata anche una coppia di inglesi, non proprio giovanissimi, che soggiorna su questa isola per sei mesi all’anno e sono diventati nostri clienti. Per la prossima volta mi hanno chiesto di fargli il Pollo alla cacciatora. Ci sono molti stranieri che vivono qui qualche mese all’anno, soprattutto provenienti dal nord Europa.

Insomma nell’insieme va bene, anche se per capire se un locale gira devono passare almeno cinque o sei mesi. Si sa che i primi mesi la curiosità, la novità li fa arrivare, bisogna vedere se poi tornano. Direi che alcuni clienti li abbiamo già fidelizzati (parliamo sempre di madeirensi) ma è molto difficile, speriamo bene. Ora posso rispondere a Manuela o alla Consu che mi chiedevano informazioni per venire a lavorare sull’isola: è molto difficile, non è così semplice come mi sembrava in un primo momento. Sono diffidenti, pur apprezzando gli italiani, questi gli stanno bene come turisti, come amicizie ma in un certo senso tu sei qui per portare via il lavoro a loro e la diffidenza è anche comprensibile. Vedremo insomma nel tempo cosa succederà.

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Pasta in salsa di peperoni https://www.ipasticciditerry.com/pasta-salsa-di-peperoni/ https://www.ipasticciditerry.com/pasta-salsa-di-peperoni/#comments Sun, 07 Dec 2014 10:35:13 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4575 Oggi voglio lasciarvi una ricetta della mia amica Damerinda, La Pasta in salsa di peperoni, Lei l’ha pubblicata l’altro giorno su FB e siccome ogni giorno propongo il “piatto del... [Continua a leggere]

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Oggi voglio lasciarvi una ricetta della mia amica Damerinda, La Pasta in salsa di peperoni, Lei l’ha pubblicata l’altro giorno su FB e siccome ogni giorno propongo il “piatto del giorno” al ristorante e preferisco piatti veloci e gustosi, ho pensato subito che andava benissimo per me. Io l’ho fatta con il mio fedele bimby ma potete tranquillamente farlo con un mixer e una pentola. Grazie Damerinda.

Ingredienti per 6 persone:

Un pezzetto di cipolla

Un ciuffetto di prezzemolo

20 g di olio di oliva

1 patata media

2 peperoni rossi

50 g di vino bianco

150 g di acqua

1 cucchiaino di dado (o un dado vegetale)

70 g di panna da cucina (si può anche omettere)

Procedimento:

Ho tritato cipolla e prezzemolo vel 5 per circa 10 secondi. Ho spatolato, aggiunto l’olio e soffritto a 100°, per 3 minuti a vel. 1. Ho aggiunto la patata a tocchi e tritato 5 secondi vel. 5. Ho aggiunto i peperoni tagliati a pezzi, il vino bianco, il dado e l’acqua, cotto a 100° per 30 minuti a vel.1. A fine cottura, ho messo il bicchierino come tappo e frullato a turbo per alcuni secondi. Ho controllato come era di sale e con questa salsa ci ho condito i miei maccheroni. Al ristorante hanno gradito molto e di certo tra un paio di settimane lo ripropongo come piatto del giorno.

Se non avete il bimby fate soffrigere la cipolla e il prezzemolo tritato. Poi aggiungete le patate a tocchi piccoli e tutto il resto. Cuocete per circa 30/40 minuti e poi frullate tutto per bene.

008Per scrivere questo post ci ho messo quattro giorni, nei pochi minuti liberi che sono riuscita a trovare prima o dopo il locale. Però ci tengo a non abbandonare il mio blog e allora lo faccio volentieri.

Diario di Funchal 30 novembre
Sono stanca, confusa, non so nemmeno che giorno è oggi … Da quando abbiamo aperto il locale stiamo lavorando senza sosta e senza riposi. Andiamo con ordine; venerdì 28 abbiamo fatto l’inaugurazione. Devi sapere che su Funchal si è abbattuta una forte perturbazione; pioggia molto forte, vento che ha fatto volare di tutto, rami, alberi, foglie … è perfino caduto un masso su un auto in transito, uccidendo una ragazza di vent’anni che guidava!! Un mare con codice rosso e onde altissime … tanto che ancora ad oggi nessuna nave da crociera è arrivata, tutte spostate su Tenerife! Comunque, nonostante questo tempaccio, è arrivata molta gente per l’inaugurazione e parecchi si sono poi fermati dopo, a cena.
La settimana già era andata bene, ormai abbiamo i nostri clienti fissi del mezzogiorno; impiegati e lavoratori che sono nei dintorni e vengono a mangiare il piatto del giorno. La sera si fatica sempre un po’ ma l’ho già detto, mi pare. Insomma, per fartela breve venerdì, sabato e oggi, domenica abbiamo lavorato bene. Sono stanchissima e oggi siamo andati al locale, convinti di tornarcene a casa, come domenica scorsa, invece hanno telefonato dei nostri clienti e molto volentieri, li abbiamo serviti per il pranzo. Dopo di loro, sono arrivati altri avventori e via …. Ancora speravo di chiudere e venire a casa a lavare la MONTAGNA di tovaglie, grembiuli e camici che mi ritrovo e ancora arrivava gente al bar per caffè e bibite. Mamma mia non reggo questo ritmo, davvero non ce la faccio!
Però lo dico con il sorriso, molte sono le soddisfazioni che mi sto prendendo in questi giorni; tanti e tanti complimenti per i miei piatti, che alla fine sono dei piatti semplici della cucina italiana. Le mie lasagne sono divine. Il risotto alla marinara è eccezionale, addirittura mi hanno accolta con un grande applauso, dicendo: il miglior risotto alla marinara mai mangiato in vita loro! E queste son soddisfazioni! Per non parlare dei miei dolci: il mio Tiramisù da leccarsi i baffi, le mie torte e crostate che non faccio in tempo a sfornare che sono già finite … non lo so se ce la faccio a produrre più di così! E meno male che mio marito mi aiuta tantissimo! Poverino, non sa più cosa fare per alleggerirmi il lavoro. Noi si credeva che le sue pizze sarebbero andate a ruba, invece va di più la mia cucina!
Ora ti saluto, devo stendere l’ennesima lavatrice e vado a riposare, sono davvero molto molto stanca.

Diario di Funchal 04 dicembre
Mi rendo conto che sono passati quasi cinque giorni dall’ultima volta che ho scritto su questo mio diario … mamma mia, la giostra è partita e mi gira la testa da come gira veloce!! Sia chiaro, non mi lamento, del resto sono venuta qui per lavorare e ci mancherebbe che ora mi lamento perché lavoro!! Sono giorni che non pubblico sul mio blog ma davvero non faccio altro che lavorare e dormire!! Non riesco a fare altro, spero che gli amici che mi seguono sul blog non si dimentichino di me 🙂
La cosa bella è che tra un piatto e l’altro ho rinfrescato la mia pamina e non è morta come credevo, con la farina giusta (grazie ancora ragazzi, l’ho mischiata per rinfrescare e lei l’ha gradita molto), al secondo rinfresco, in due ore, era bella che raddoppiata. E allora non ci faccio niente? Certo che no!! Ci ho fatto un bellissimo pane che spero di pubblicare al più presto.
Oggi non vorrei perdermi in troppe parole, caro diario. Vorrei pubblicare una ricetta, veloce e molto buona. Questo è stato uno dei piatti del giorno che ho fatto al ristorante. Ti dico solo che ogni giorno, oltre a tutto il menù disponibile, offro un piatto del giorno di primo e uno di secondo piatto, a scelta. Preferisco smettere di scrivere e mettere alcune delle foto dell’inaugurazione di venerdì scorso. So che tanti amici gradiranno e le stanno aspettando. Grazie per essermi così vicini, anche se siete lontanissimi.

Inaugurazione ristoranteQua alcune foto del locale

Inaugurazione ristorante1Nella foto al centro lo staff al completo con la moglie di mio fratello, che è quello con la cravatta. Io con mio marito e Vanessa, la nostra cameriera/barista. Alcune foto dei presenti all’inaugurazione.

Inaugurazione ristorante2Noi all’opera in cucina. Mio marito che fa le acrobazie con la pizza 🙂

Prometto che cercherò di trovare il tempo per raccontarti tante cose che sto scoprendo di questo popolo così diverso da noi; con un locale si conoscono le persone sotto un altro punto di vista. A presto.

 

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Crostata ricotta e cioccolato https://www.ipasticciditerry.com/crostata-ricotta-e-cioccolato/ https://www.ipasticciditerry.com/crostata-ricotta-e-cioccolato/#comments Thu, 27 Nov 2014 08:30:46 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4562 Questa Crostata ricotta e cioccolato è semplicemente fantastica! Lo spunto per la ricetta l’ho preso da LEI, la mia dolce amica Clara, portento in cucina e, sopratutto in pasticceria! Ingredienti... [Continua a leggere]

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Questa Crostata ricotta e cioccolato è semplicemente fantastica! Lo spunto per la ricetta l’ho preso da LEI, la mia dolce amica Clara, portento in cucina e, sopratutto in pasticceria!

Ingredienti per una teglia da 26

Per la frolla: 250 g di farina 00

125 g di burro

100 g di zucchero

1 uovo intero

Vaniglia per aromatizzare

un pizzico di sale

Per la farcitura: due o tre cucchiaiate di crema di nocciole

Per la crema di ricotta: 400 g di ricotta (la mia era vaccina)

100 g di zucchero a velo

100 g di cioccolato fondente fatto a pezzi (se voi le trovate vanno bene anche le gocce di cioccolato)

Procedimento:

Ho preparato prima la frolla, impastando velocemente con le dita gli ingredienti, formando una palla e mettendola in frigo, mentre preparavo la crema di ricotta.

Ho mischiato con una forchetta la ricotta con lo zucchero a velo e poi gli ho aggiunto il cioccolato fatti a pezzetti piccoli. Solo perchè non ho trovato le gocce ad un prezzo accessibile, credo che una catenina d’oro costi meno …

Ho acceso il forno a 180°, foderato la tortiera con della carta forno bagnata, steso a misura la frolla, tenendone da parte circa un terzo per le grate. Sotto gli ho messo le cucchiaiate di crema di nocciole, qui va a gusto, io ho fatto uno strato non troppo alto. E sopra questo ho steso la crema di ricotta. Ho posizionato le grate, fatte stendendo la rimanente pasta frolla e tagliandola con una rotella dentellata.

Crostata ricotta e cioccolato

Ho infornato per circa 40/50 minuti. La crosta deve avere un bel color biscotto. Io l’ho spolverata con poco zucchero a velo e al centro con della cioccolata in polvere. Vedete voi come preferite.

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Fatela perchè è molto facile ma molto, molto golosa.

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Diario di Funchal 23 novembre
Eccomi qui, caro diario. Oggi era domenica … era perché ormai è sera. Sono passati dieci giorni dall’apertura del locale e sono stati molto intensi. A pranzo siamo partiti molto bene, lavoriamo prevalentemente con i lavoratori degli uffici intorno, con il piatto del giorno. La sera invece la città si svuota, le persone escono dal lavoro e corrono a casa … Ora stiamo pensando di spingere per il take away, invitando a prenotare telefonicamente le loro lasagne, la parmigiana, la pizza … e passare velocemente all’uscita dal lavoro, per poi prendere i loro mezzi per andare a casa. Vediamo …

Intanto per il pranzo abbiamo fatto fare dei cartoncini pubblicitari, con delle caselline da timbrare, ogni giorno, con il piatto del giorno o la pizza, arrivati a dieci timbri, un piatto omaggio. Qui è una cosa che nessuno fa e i madeirensi sono molto sensibili al risparmio. Come ho detto molte volte, qui gli stipendi sono molto bassi e perciò … Spesso arrivano in due o anche in tre e prendono un solo piatto o una pizza, se la fanno dividere e mangiano insieme. Oppure prendono una bottiglietta di acqua in due. Insomma ti rendi proprio conto del tenore di vita, di come è differente rispetto all’Italia. Come ho detto molte volte le persone qui hanno uno stipendio molto basso e devono far quadrare il bilancio.
Per quanto riguarda i turisti, approdano le navi da crociera proprio di fronte al locale, stiamo mandando dei ragazzi all’arrivo con i nostri volantini. Qualcuno arriva ma spesso per una bibita o un caffè, difficilmente per mangiare. Sulle navi si mangia a tutte le ore e anche bene, è difficile che mangino giù dalla nave … La nazionalità dei turisti è prevalentemente del nord Europa: Inghilterra, Germania, Olanda, Scandinavia, Svezia … italiani non ne sono ancora arrivati.

Mentre sono arrivati degli italiani che vivono sull’isola. Questi sono venuti a mangiare da soli e poi sono tornati con le famiglie, questa cosa ci ha fatto molto piacere. Hanno gustato la nostra cucina apprezzandola e elogiandoci. Insomma il bilancio è positivo. Speriamo che continui così e si moltiplichi. Se si lavora, la manodopera qui non manca, basta rivolgersi all’ufficio del lavoro e ti mandano tutti i lavoratori che servono.
Penso che il giorno di chiusura sarà la domenica, proprio perché madeirensi in giro per mangiare non ce ne sono e i turisti, come detto, non mangiano … andare ad aprire, per pochi caffè e qualche bibita… conviene starcene a casa a riposare. Per il momento andiamo avanti così, tra qualche settimana capiremo meglio come muoverci.

Il clima intanto in questi giorni è cambiato; di giorno è difficile che superino i 20 gradi, mentre al mattino e alla sera, scendono anche a 14/15 gradi. Nelle giornate scorse ha anche piovuto molto, contrariamente al solito ci sono state un paio di giornate dove proprio il cielo era grigio e non si è aperto nemmeno per un attimo. Di solito invece le nuvole vanno e vengono, mentre il sole fa capolino tra uno scroscio e l’altro, mi hanno spiegato che questo è l’inverno qua … Bene, mi fa piacere, se penso che al mio paese, in Brianza, siamo sui 2/3 gradi direi che non mi posso proprio lamentare.

Diario di Funchal 26 novembre

Ieri è stata una giornata con momenti di grandi emozioni. Tutto è cominciato qualche giorno fa, quando la mia amica Emmeti, mi ha chiesto l’indirizzo di casa, qui a Funchal, in quanto desiderava scrivermi una lettera. Ora nell’era di internet, questa cosa mi era sembrata alquanto strana, ma mi sono anche detta; siamo tutti diversi e forse a lei fa piacere io abbia un suo scritto in mano. Avevo dimenticato questa cosa, presa dai mille impegni. Poi l’altro ieri mi accorgo di avere una chiamata persa sul cellulare e un suo messaggio, in cui mi diceva che voleva farmi una sorpresa e mi aveva spedito un “pacchettino” e che c’era UPS che non riusciva a trovarmi a casa per consegnarlo. Per forza; esco al mattino e torno la sera tardi, ormai la mia vita si svolge completamente al locale … se lo avessi saputo le avrei detto di spedire il “pacchettino” direttamente lì.

Quindi ieri mattina contatto il corriere e con il mio fluente portoghese gli chiedo gentilmente di portarmi il “pacchettino” direttamente al locale. Questo arriva nel pomeriggio e il “pacchettino” era un mattone di 13 kg!!! Decido di aprirlo in diretta via whazapp con lei e cominciamo questo scambio di messaggi, passo passo. All’interno della farina Manitoba LoConte, buonissima per fare Panettoni & C. e ben quattro fogli scritti a mano…. Uno dal mitico Zio del web e gli altri tre dalle mie amatissime svalvolate croniche: la mia Emmeti, Esseti e la rossa del mio cuore! Messaggi pieni di affetto, di abbracci e incoraggiamenti! Ora mi toccherà trovare il tempo per fare il Panettone, ammesso che trovi gli stampi ma qualcosa mi invento  …. Vale lo stesso se lo faccio appena riesco a trovare il tempo? Non vi dico le lacrime di gioia e commozione che mi sono scese!

L’amicizia virtuale esiste. Come possono tre persone come due delle svalvolate e lo Zio del web, che di fatto non mi hanno mai visto e conosciuto personalmente, con cui ci siamo scambiati delle mail, oltre ai commenti sui nostri blog … come possono nutrire per me tanta stima e affetto sincero, tanto da spendere i loro soldi e il loro tempo per fare una cosa del genere? Di Emmeti non parlo, perché ci siamo conosciute personalmente sul lago di Lecco, qualche tempo fa e ho avuto modo di vedere quanto è speciale, sensibile e generosa, di quanto il suo essere così esuberante, sentimentalmente parlando, non sia solo una posa ma lei è proprio così: FANTASTICA! Da quando sono qui, non passa settimana senza che mi messaggi e mi incoraggi e mi mandi tutto il suo affetto.

Noi qui siamo degli emigranti, per quanto ci sia mio fratello e mia cognata, noi siamo sempre degli emigranti. Facciamo la vita da emigranti, come se ne vedono tanti in Italia e in tante parti del mondo. Facciamo tanta fatica, perché abbiamo pochi mezzi materiali, ci spostiamo a piedi o in autobus, siamo guardati come estranei da molte persone, quelli che arrivano e ti portano via il lavoro … e questi gesti mi scaldano il cuore, mi fanno sentire meno sola. Mi fanno affrontare le giornate con più coraggio e più determinazione.

Non è facile, soprattutto alla nostra età, fare quello che abbiamo fatto noi: lasciare la nostra casa, la nostra famiglia e venire in un nuovo paese, imparare un’altra lingua, cominciare tutto da capo … non è facile fare tanta fatica, tutto il giorno in piedi, cercando di sorridere e andare avanti, proporre le nostre eccellenze italiane, perché noi italiani ci sentiamo fino al midollo, anche se a volte ci vergnogniamo di esserlo, ascoltando le notizie al tg.

GRAZIE RAGAZZI! Ve lo dico con tutta la voce che ho: GRAZIE!! Questo gesto non lo dimenticherò mai .. ora aspetto il momento di potervi abbracciare materialmente. Io, fisicamente, sono minuta, anche se sono alta ma la forza del mio abbraccio è notevole e sappiate che vi stritolerò, quando ci vedremo, perché io sono certa che ci vedremo!!

Devo scappare, il tempo è sempre tiranno ma non potevo fare a meno di mettere nero su bianco queste mie emozioni. Alla prossima.

Diario di Funchal 27 novembre

Domani è venerdì, ci sarà l’inaugurazione del ristorante, dalle 18 alle 19. Se qualcuno di Funchal mi legge (e so che ci siete) vi aspetto, ci saranno molti assaggi (gratis) di lasagne, pizze, focacce, antipastini e un risotto fumante, fatto al momento. Poi chi vorrà potrà fermarsi a cena. Spero sarete numerosi. E con questo vi auguro un buonissimo fine settimana.

Viva l’Italia e Viva Madeira!

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Natale – Il Pandoro https://www.ipasticciditerry.com/pandoro/ https://www.ipasticciditerry.com/pandoro/#comments Sat, 22 Nov 2014 08:55:04 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4555 Questa è la mia ricetta del Pandoro. Come sapete, voi che mi seguite con tanto affetto, qui dove sono adesso, niente farine manitoba e quindi quest’anno niente Panettoni o Pandori,... [Continua a leggere]

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Questa è la mia ricetta del Pandoro. Come sapete, voi che mi seguite con tanto affetto, qui dove sono adesso, niente farine manitoba e quindi quest’anno niente Panettoni o Pandori, vedrò di organizzarmi per il prossimo anno. Però non volevo lasciarvi senza la ricetta e allora ho deciso di pubblicare di nuovo, in maniera più ordinata, le ricette di entrambi: Panettone e Pandoro. Se volete cimentarvi cercherò di seguirvi e aiutarvi come posso. Le due ricette le ho fatte con lievito naturale ma vi metto anche la versione con lievito di birra, così se volete cimentarvi non avete scuse. 🙂

Ingredienti per uno stampo da kilo
 
75 gr di pasta madre (dopo la legatura e i tre rinfreschi come spiegato QUI) **
280 gr di uova (intere, pesate senza guscio)
280 gr di farina manitoba (massimo W400)
130 gr di zucchero (prossima volta a velo)
250 gr di burro morbido
5 gr di sale fino
Poco rum per aromatizzare (o anche aroma, vedete voi. Io preferisco andare sul naturale)
2 bacche di vaniglia, i semini
40 gr di cioccolato bianco sciolto da inserire prima del burro
9 gr di latte in polvere (da mischiare alla farina)
 
** per chi vuole usare il lievito di birra; fare un lievitino con
3gr di lievito di birra sciolto in
25gr di acqua e impastato con
50gr di farina manitoba (la stessa con cui si farà il pandoro)
Aspettare il raddoppio. Qui dovete vedere voi quanto tempo ci vorrà, dipende da molti fattori. A questo punto procedere con la ricetta, tenendo presente che i tempi di lievitazione possono essere diversi.
 
Poco burro per imburrare lo stampo
Zucchero a velo per spolverare
 
Procedimento:
Dopo aver legato e rinfrescato la mia pm (deve essere bella arzilla)
 
Pandoro (1)
l’ho messa nell’impastatrice a pezzettini, ho aggiunto le uova e cominciato a girare al minimo con la frusta a k e poi aumentato i giri sul 2.
Ho quindi cominciato ad aggiungere la farina mischiata al  latte in polvere, poi lo zucchero, un cucchiaio alla volta. Poi il sale e gli aromi. Nel momento in cui mettete il cucchiaio di farina (a cui avevo mischiato il latte in polvere) abbassate, altrimenti vi va farina da tutte le parti, poi aumentate al 2, fino a completo assorbimento del cucchiaio. Vedrete che l’impasto già al 3/4 cucchiaio prende nervo e corda. Andate avanti così per tutta la farina e lo zucchero. Aggiungere il cioccolato bianco sciolto e freddo.
Per ultimo ho aggiunto il burro, poco alla volta. A questo punto ho aumento i giri sul 4 e lasciato impastare per un buon venti minuti, sempre con le fruste k. Vedrete che l’impasto è una corda unica.
 
Pandoro (2)
 
 
Ho preso l’impasto con le mani bagnate e cercato di formare una bella palla (scappava da tutte le parti ma stava insieme) e l’ho messa nella mia ciotola con il coperchio. L’ho lasciata a t.a. per circa due ore e poi messa in frigo. Lì l’ho lasciata per 18 ore circa.
L’ho tirata fuori dal frigo. Ho imburrato per bene lo stampo. Ho messo l’impasto sul piano di lavoro, l’ho arrotolato su se stessso prima da un lato e poi dall’altro. Mi spiace ma qui non ho foto. Ho formato la mia palla e messo nello stampo con la chiusura in alto. Ho messo lo stampo nella cella di lievitazione e lasciato per circa sei ore a 30°. Per arrivare a completa lievitazione ci vorranno come minimo 24 ore, ma ci ho messo anche 36 ore, dipende …. dalla temperatura e dall’umidità.  Non perdetevi d’animo, tanto fa tutto da solo, dovete solo lasciarlo lì a una temperatura che non superi i 28 gradi. Anche il forno con la lucetta accesa può andare bene. Non tutti hanno una cella di lievitazione.
 
Pandoro (23)
Ho acceso il forno a 160° e infornato da freddo nella parte più bassa, perchè mi sono detta che se cresceva ancora toccava il grill sopra. Ho lasciato cuocere per circa 50/55 minuti. Fate la prova stecchino, mi raccomando, deve uscire asciutto.
 
Pandoro (38)
 
L’ho lasciato raffreddare per bene nello stampo e poi l’ho sformato. Ho spruzzato un bel sacchettone grande per alimenti di alcool puro (quello dei liquori, per intenderci) e infilato dentro. L’ho lasciato per due giorni e … ragazzi quando l’ho aperto un profumo inebriante!! Io adoro il pandoro. Allora chi ci prova? Grazie per la pazienza che avete avuto a leggermi fin qui.
 

Il risultato è una mollica soffice e ovattosa, produmata e che si scioglie in bocca. dovete provarlo, in fondo è un unico impasto e poi dovete solo seguire la lievitazione e avere taaaaaaanta pazienza. Non infornate fino a quando non è arrivato al bordo, vi raccomando e, sopratutto, non perdetevi d’animo!!

045

Questa ricetta la porto a Panissimo, la raccolta mensile di lievitati della Sandra e della Barbara, questo mese ospitata dalla Sandra.
 
finale di stagione
E per buona misura la porto anche all’amica polacca Zalapach Chleba,
 
Panissimo polacco
Diario di Funchal 20 novembre
Caro diario, ti sto davvero trascurando in questi giorni ma proprio non ce la faccio. Le mie giornate sono così: mi sveglio al mattino (cerco di trascinarmi giù dal letto verso le sette) colazione, qualche cosuccia in casa (che non ti dico come è conciata) mi lavo, mi vesto ed esco. Scendo in centro sempre a piedi, perché comunque il bus è una spesa e poi, anche se sto in piedi la maggior parte della giornata, due passi fanno sempre bene. Lo stare in piedi al locale, è un movimento statico, non fa bene alla circolazione. Dicevo scendo in centro, arrivo al locale e comincio a lavorare. Il nostro è anche un bar e perciò mentre si servono caffè o altro, noi prepariamo il pranzo e il piatto del giorno, che cambia naturalmente tutti i giorni.
Questo è un paese turistico e perciò si mangia più o meno a tutte le ore. Ieri, per esempio ho preparato una carbonara e mio marito una pizza margherita, alle 10.30 di mattina!! Due marinai di una delle navi da crociera ormeggiate davanti al ristorante. E’ arrivata anche l’insegna a bandiera, fuori dalla vetrata ed è ben visibile dal lungomare. Si lavora comunque a oltranza fino a circa le 15.30/16, dove finalmente possiamo sederci a pranzare anche noi. Io non ho quasi mai fame, anche perché ogni piatto che preparo lo devo comunque assaggiare, per il sale, la cottura ecc …
Se non ho dolci da preparare per il giorno dopo, posso andare a fare una passeggiata in riva al mare, tanto per prendere una boccata d’aria, altrimenti come ieri, si resta all’interno e si riprende a cucinare. A pranzo lavoriamo bene, cominciamo ad avere clienti fissi, che arrivano alla pausa pranzo dal lavoro. A cena invece viene ancora poca gente. Da come la vedo io, i madeirensi escono dal lavoro e scappano subito a casa, la maggior parte gira con il bus e quindi è soggetta ad orari abbastanza rigidi.
Per il momento siamo sempre aperti, dalle dieci del mattino alle dieci di sera, sette giorni su sette. Ma stiamo studiando gli orari e le giornate per decidere quando fare il riposo settimanale perché è chiaro che a questi ritmi, considerato anche la nostra età, tra qualche giorno saremo morti!!!
Stamattina, per esempio, non riuscivo a scendere dal letto, troppo stanca! La sera abbiamo l’ultimo pulman che ci porta a casa alle 22.10 e prima della 22.30 non siamo mai a casa. A quell’ora cosa vuoi fare? Ti fai una doccia e te ne vai di filato a letto, stanca morta! Questa è la nostra giornata tipo di questi pochi giorni, dopo l’apertura. Diciamo che siamo stanchi ma contenti. Abbiamo una ragazza che ci aiuta in sala e al bar e mio fratello che si occupa della spesa, fa cassa e si preoccupa che in sala tutto proceda per il meglio. Siamo tutti stanchi ma contenti. Vedremo se le cose vanno avanti così o aumentano, come ci auguriamo, di prendere anche qualcuno che aiuti in cucina. Ora devo scappare, alla prossima.
Non mi resta che augurarti buon fine settimana e naturalmente
Viva L’Italia e Viva Madeira!

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Natale – Panettone https://www.ipasticciditerry.com/panettone/ https://www.ipasticciditerry.com/panettone/#comments Mon, 17 Nov 2014 07:52:25 +0000 http://www.ipasticciditerry.com/?p=4542 Questo è, secondo me, il Panettone migliore; quello che lo assaggi e resti estasiata. La ricetta è del mitico Leonardo di Carlo che molto immodestamente faccio ormai da qualche anno.... [Continua a leggere]

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Questo è, secondo me, il Panettone migliore; quello che lo assaggi e resti estasiata. La ricetta è del mitico Leonardo di Carlo che molto immodestamente faccio ormai da qualche anno. Ho deciso di riproporvi questa ricetta che è il mio cavallo di battaglia. Fossi ancora in Italia, con le mie farine, la mia cella di lievitazione, i miei stampi … insomma tutte le mie cose, a quest’ora ne avrei già sfornati a decine! Non vi sembra ora di cimentarvi per portare in tavola, a Natale, il vostro panettone? E allora forza, andate a rinfrescare i vostri lieviti naturali e provateci. Se avete bisogno di qualche dritta, cercherò di darvi una mano virtuale. Potete anche provarlo con il lievito di birra, però andrà consumato subito, perchè diventa secco molto in fretta. Mentre se lo fate con il lievito naturale potete prepararlo ora e gustarvelo a Natale o anche a Capodanno, rimarrà bello morbido e profumato, come appena fatto. Naturalmente questa è la ricetta che vi avevo già proposto, ritengo però che non avrei altro da aggiungere a quello che vi avevo già consigliato. Siete pronti? Via!

Ingredienti primo impasto:
100 gr di acqua tiepida
60 gr di zucchero
60 gr di pm (ben rinfrescata come spiegato Qui) *
200 gr di farina W400
85 gr di burro morbido
3 tuorli di uovo (le mie uova pesano circa 60gr)
 
*Se volete farlo con lievito di birra:
5 g di ldb
40 g di farina
20 g di acqua
Fare un impasto con questi ingredienti, chiudere la vostra pallina in un bicchiere, con pellicola. Al raddoppio, procedete come da ricetta.
 
Procedimento:
Verso le 18 ho sciolto lo zucchero nell’acqua e messo nell’impastatrice, con la frusta a k, al minimo insieme alla pasta madre, poi un cucchiaio alla volta ho aggiunto la farina. Ho aumentato la velocità al 2 (io ho il ken) fino a quando prende nervo. Vedrete che l’impasto comincia a fare i “fili”, a questo punto ho  aggiunto il burro un pezzetto alla volta, aspettando sempre che assorba il precedente prima di aggiungerne altro. Il burro l’ho tirato fuori dal frigo e fatto a pezzi almeno due ore prima.  Stessa cosa per le uova che devono essere a temperatura ambiente.
Quindi una volta aggiunto tutto il burro e l’impasto è ben compatto e si staccava dai bordi del ken, ho aggiunto i tuorli, sempre uno alla volta e sempre aspettando che il primo fosse assorbito per bene.
Non trascurate questo particolare perchè è importante che da adesso in poi non perdiate più la corda dell’impasto. Ho continuato a impastare fino a quando l’impasto non è diventato bello lucido. Ci vorrà circa quaranta minuti dall’inizio. Negli ultimi 5 minuti cambio la frusta e metto il gancio.
Io raccolgo bene l’impasto con la spatola, faccio la prova velo.
 
Panettone 001
Mi bagno le mani, prendo l’impasto e chiudo sotto raccogliendo a palla. Lo sistemo in una larga ciotola, lo infilo in una busta di pellicola (quelle per alimenti della frutta e verdura del super, per intenderci) ci soffio dentro perchè così crescendo non si attacca e metto nel forno spento.
Panettone (2)

Si sono fatte circa le 19. Adesso d’inverno qui da noi fa molto freddo e verso le 22 accendo la lucetta del forno.

 
Ingredienti secondo impasto:
75 gr di farina w400
20 gr di miele
60 gr di zucchero
3 tuorli di uovo (come sopra)
125 gr di burro morbido
4 gr di sale
15 gr di acqua
125 gr di scorza di arancia candita Qui la ricetta
150 gr di uvette
25 gr di crema di arancia QUI la ricetta
I semi di una bacca di vaniglia
20 gr di essenza di vaniglia (ve lo spiego sotto)
 
Finito il primo immpasto metto a bagno le uvette in acqua tiepida. Prima di andare a letto le scolo e metto un pochino di limoncello o liquore a piacere. Sempre prima di andare a letto tiro fuori dal frigo anche le uova.
 
La crema di arance non è altro che la parte arancio della scorza tritata con poco zucchero e messa a strati in un barattolo con dello zucchero. La conservo in frigo e la uso anche per aromatizzare torte o altro.
 
L’essenza di vaniglia invece l’ho fatta con 300gr di vodka+6 stecche di vaniglia aperte a libro, lasciata lì per circa 30gg in un vasetto con coperchio, tipo bormioli. Quando uso le bacche di vaniglia le metto dentro il vaso a pezzi e allungo con vodka quando serve.
 

Sempre la sera metto nel miele la crema di arance, l’essenza di vaniglia, i semini della vaniglia, giro con un cucchiaino e copro con pellicola fino al mattino.

Panettone (2)

Al mattino, un oretta prima di iniziare il secondo impasto tiro fuori dal frigo il burro e lo faccio a pezzetti perchè deve essere morbido.
Rimetto nel ken il mio impasto che è più che raddoppiato, faccio girare al minimo con il gancio fino a quando riprende la sua corda. Vi raccomando non dovrà mai più perderla, dovete aggiungere gli ingredienti poco alla volta, un cucchino per volta senza aggiungerne altro se il precedente non è stato assorbito e l’impasto ha ripreso la corda. A questo punto aggiungo due/terzi della farina prevista, sempre poco alla volta, aumentando la velocità fino al 2, poco alla volta. Il miele con gli aromi, un cucchiaino alla volta.
Nel frattempo, mentre aspetto che l’impasto assorba quello che aggiungo, ho messo metà dei tuorli in una ciotola e ho sciolto lo zucchero, sbattendo con una forchetta. Quando ho finito con il miele, aggiungo questo composto di tuorli e zucchero, sempre un cucchiaino alla volta.
Quindi il burro, un pezzetto alla volta, la restante farina e infine gli ultimi tuorli, sempre poco alla volta.
Infine sciolgo il sale in poca acqua e aggiungo anche questa un goccio alla volta, sempre facendo girare sul 2. Il resto dell’acqua lo aggiungo sempre goccia a goccia e se vedo che non ne assorbe più mi fermo.

Faccio la prova velo.

Panettone (4)

 
 

Faccio partire di nuovo il ken al minimo e aggiungo le scorze di arancia e le uvette ben scolate e infarinate leggermente.

Metto l’impasto sul piano, faccio delle pieghe da un lato all’altro, giro di 90 gradi e faccio lo stesso. Cioè prendo un lembo esterno dell’impasto, lo tiro verso di me e poi lo piego sull’impasto. Così per 6 o 8 volte fino a quando vedo che l’impasto si compatta. Poi copro con la mia cella di lievitazione casalinga, portando a 28/30gradi.
Se non avete niente di simile, mettete in una ciotola, coprite e mettete in forno spento con la lucetta accesa. Lasciate così per un oretta.
Passata l’ora, portate a temperatura ambiente. Io ho tolto la mia cella e lasciato così per altri 15 minuti.
Trascorso questo tempo, mi ungo le mani e il piano di lavoro di burro, taglio le quantità che mi servono, a secondo degli stampi che devo utilizzare. Poi prendo ogni pezzo, faccio dei giri al centro, ma potete anche evitare.
 
 
     
Poi arrotolo su se stessa, prima da un lato, poi giro di 90 gradi l’impasto e arrotolo di nuovo. Chiudo l’impasto a palla, vedrete che ha preso corpo e rimane compatto.
 
Metto nello stampo e faccio lievitare, sempre a 28/30 gradi fino a quando l’apice raggiunge il bordo. Qui dipende, sapete benissimo che non posso darvi un tempo; diciamo che a me ci vogliono dalle 6 alle 9/10 ore, dipende dalla temperatura.
016
Quando ha raggiunto l’apice portare lo stampo a temperatura ambiente e fargli fare la pelle. Se riuscite a fargli la “scarpatura” si aprirà meglio in forno. L’ho spiegato bene nella ricetta del Rinaldini qui. Spennellare di burro fuso e freddo e chiudere i lati, come vedete qua sopra in foto.
Ho infornato a freddo puntando a 165° nella parte più bassa del forno, perchè lievita anche in cottura e rischiate che si bruci, toccando la parte alta del forno. Solo negli ultimi 10 minuti abbasso a 160°/155°, dipende da quanto vedo “abbronzato” il panettone. Il fatto di infornare a freddo secondo me, gli dà quella spinta in più, ne abbiamo già parlato anche in altri post per altri lievitati. Queste comunque sono le temperature e i tempi del mio forno. Anche di questo abbiamo già parlato, ognuno deve regolarsi con il proprio forno. :-)
Per lo stampo da kilo ci vorrà circa 50 minuti, per quello da 500gr 40 minuti e per quelli piccoli da 100gr la temperatura a 160° per 30 minuti circa.
Fate sempre la prova stecchino non prima dei tempi che vi ho dato, altrimenti rischiate di far abbassare la cupola se aprite il forno prima del tempo.
Appena uscito dal forno ho infilato i ferri da calza alla base degli stampi e ho girato a testa in giù su due scatole fino al mattino. Al mattino ho spruzzato di alcool 90° una busta per alimenti (evita le muffe) e ora sono lì che aspettano di essere mangiati. Vi consiglio di aspettare almeno una settimana prima di tagliarlo.
 
 
 
 001
 
In foto vedete quelli da 100gr e da 500gr. Oggi ne ho fatti due da 1 kilo, uno alle gocce di cioccolato fondente (togliete scorza di arancio e uvette e mettete le gocce) e l’altro classico.
Ecco la foto del panettone alle gocce di cioccolato:
 
 Panettone gocce di cioccolatoQua l’interno del Panettone classico
 Panettone 08.11.13
Questa ricetta la porto a Panissimo, la raccolta mensile di lievitati della Sandra e della Barbara, questo mese ospitata dalla Sandra.
 
finale di stagione
E per buona misura la porto anche all’amica polacca Zalapach Chleba,
 
Panissimo polacco
 
Diario di Funchal 15 novembre
Alla fine è davvero arrivato tutto, due giorni fa; macchina del caffè e forno con impastatrice ecc. Non ci credevamo nemmeno noi! Direi che siamo partiti bene, tanto bar e alcuni clienti già il primo giorno. L’inaugurazione vera e propria ci sarà mercoledì prossimo. Abbiamo deciso di partire in sordina, piano piano, un passo alla volta, come abbiamo imparato in questi ultimi mesi, dove abbiamo avuto davvero taaaanta pazienza, per tutto! Sia io che mio marito abbiamo moltissima esperienza in cucina, io per aver avuto in passato due pizzerie da asporto e per una grande passione per tutto quello che è cucina casalinga. Senza contare la scuola di cucina e i vari corsi a cui ho partecipato, uno fra gli altri con Adriano e Paoletta. Mio marito perché ha avuto da sempre, ristoranti, bar e pizzerie con la sua famiglia di origine. Lui fa una pizza davvero fantastica, per me la migliore!
Ieri invece, secondo giorno, è andata anche meglio del primo. Qualche persona in più a mangiare e la pizza di Lino che fa faville, specialmente la sera. Siamo contenti. Io, che sono in genere la più ansiosa dei due, ho imparato a fare le cose con calma, senza farmi prendere dall’ansia e dal panico. Il nostro ristorante serve tipici piatti italiani e, per ora, devo preparare ogni piatto per poche persone ed è come preparare da mangiare per casa mia o per gli amici. Certo è a ciclo continuo, ieri ho preparato tre risotti con funghi alle tre del pomeriggio! Ma va bene così … tra l’altro mi sono anche dimenticata di mangiare e verso sera mi è venuto mal di testa e mi sono ricordata di non aver mangiato niente tutto il giorno. Che poi non è tanto vero, perché alla fine assaggio tutto quello che cucino, per regolare il sale, il pepe, la cottura …. Diciamo che non avevo fatto un pasto serio ma tanti piccoli assaggini.
Ieri sera siamo tornati a casa tardi, un cliente è stato così gentile da accompagnarci a casa con la macchina, perché altro problema che abbiamo è che siamo senza autovettura e dobbiamo stare agli orari del bus. Loro facevano la stessa strada e parlando, si sono offerti di accompagnarci.
Oggi invece ho deciso che farò la pasta fresca – le orecchiette – direttamente nel corridoio del centro commerciale, tra la mia cucina e la sala da pranzo. Così le persone che girano per il centro commerciale mi vedranno e per noi è tutta pubblicità gratuita. Così si spera si fermino per un caffè, una bibita, un dolce o un pezzo di focaccia. I madeirensi a metà mattina hanno l’abitudine di prendere il caffè con un panino con dentro qualcosa di salato. Noi siamo pronti per affrontare una nuova giornata di lavoro.
17 novembre
Il nostro primo week end al locale è andata come immaginavo. La città nel fine settimana si svuota e resta a beneficio dei soli turisti, che arrivano con le navi da crociera o dagli alberghi in riva alle spiagge. Questi turisti consumano solo prodotti da bar, perché naturalmente sulle navi o negli alberghi mangiano a volontà e di conseguenza non mangiano per ristoranti, come il nostro. Di conseguenza abbiamo lavorato molto poco di cucina ma fa niente. Questa settimana ci sarà l’inaugurazione che è dedicata prevalentemente ai madeirensi, così da fargli sapere che ci siamo anche noi.
Il centro commerciale dove è ubicato il nostro locale non è che sia molto frequentato dai madeirensi, perché non c’è all’interno un supermercato di alimenti ma solo negozi di vario tipo. Di conseguenza c’è poca gente del posto che gira. Sono comunque certa che una volta che ci conosceranno arriveranno a gustare la nostra cucina, è solo questione di tempo.
Mi sto abituando a questi ritmi molto stretti, perché comunque dobbiamo essere presenti per molte ore della giornata, almeno fino a quando non capiremo quali sono gli orari più interessanti. Così come rimaniamo aperti sette giorni su sette, per lo stesso motivo. I primi tempi saranno di rodaggio, quando avremo capito quali sono i giorni e gli orari meno interessanti, potremo decidere di chiudere e prenderci il meritato riposo. Ci sono ancora molti sacrifici da fare, questo è un punto di partenza e non di arrivo. Siamo comunque contenti, il nostro localino è venuto proprio carino.
Lo dico ancora? No, non lo dico più Viva l’Italia … e nemmeno Viva Madeira. 🙂

 

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