Pane senza impasto con lievito naturale

L’ho fatto anche io, ci sono riuscitaaaaaaaaa!!!
Non sono diventata matta vi assicuro; semplicemente ho sfornato un pane favoloso con zero fatica e tantooooo tempo! Non è la prima volta che provo a fare questo pane senza impasto, non proprio questa ricetta ma diciamo questo procedimento. Poi l’altro giorno ho visto quello di Martina, la quale a sua volta aveva seguito una ricetta di Ana e siccome sono molto presa con i panettoni e le ricette per il prossimo Natale non ho molto tempo per impastare il pane e allora mi sono detto: “Che faccio, ci provo?” E mi sono buttata. Vi dico che rispetto a quello di Martina e Ana io ho utilizzato dei lieviti naturali, precisamente avanzi di rinfreschi sia di pasta madre che di lievito liquido. Diciamo che non volevo buttarlo e mi serviva del pane.
La lievitazione è stata molto lunga, anche perchè da me fa molto freddo, ve l’ho già detto. Io ormai conosco i miei lieviti naturali e se non sono lievitati, non mi spavento, aspetto …
Veniamo alla ricetta.
Ingredienti:
30gr di lievito liquido
30gr di acqua tiepida
50gr di pm
60gr di farina
(Siccome io ho messo avanzi di rinfreschi se volete farlo solo con pm usate 50gr di pm+100gr di acqua+60gr di farina)
Con questi ingredienti ho fatto una biga e lasciato triplicare.
250gr di farina 0
190gr di acqua tiepida
5gr di sale
1 cucchiaio di olio evo
2.5gr di malto in polvere
Procedimento:
Verso le 19  ho sciolto nell’acqua la biga e il malto in una larga ciotola con coperchio. Ho aggiunto la farina e il sale e l’olio girando con una forchetta ma senza impastare. Ho messo in frigo e l’ho lasciata fino al giorno dopo. Verso le 10 di mattina, l’ho tirato fuori e si era mosso pochissimo. L’ho lasciato a temperatura ambiente e alle 12, l’ho rovesciato sul piano di lavoro abbondantemente infarinato con la semola, formato un rettangolo, senza schiacciare troppo l’impasto che nel frattempo si era mosso ma non proprio lievitato come doveva.
Ho fatto due serie di pieghe a tre; cioè ho portato il lato destro verso il centro a un terzo del rettangolo e sovrapposto l’altro lato. Girato il rettangolo di 90° e ripetuto le pieghe. Ho chiuso un pò a “palla” l’impasto e messo in uno strofinaccio abbondantemente infarinato con semola anche lui.
Ho chiuso i lembi dello strofinaccio al centro e chiuso con un elastico. Ho posizionato il mio fagotto in una ciotolina leggermente più grande. Verso le 17 l’ho sbirciato e mi sembrava si fosse mosso ancora poco.
Ho scritto un messaggio a Martina per capire come doveva essere l’impasto e lei mi ha detto che doveva essere ben lievitato. Allora cosa ho fatto? L’ho schiaffato in un altra ciotola con coperchio, avvolto in una borsa di plastica e messo sul balcone, al fresco. Mi aveva innervosito e non avevo voglia di pensarci.
Il giorno dopo l’ho riportato in casa e controllato attraverso lo strofinaccio, senza aprirlo; era bello “blobboso”  ballonzolava tutto. Quindi l’ho messo nel forno con la lucetta accesa e mi sono detta
“Va beh qualche cosa verrà fuori”
Dopo circa tre ore ho messo nel forno a scaldare la mia pentola di coccio con il coperchio. Non è la prima volta che cuocio il pane dentro questa pentola e il risultato è sempre stato buono.Quindi dopo la bellezza di 41 ore dopo il mescolamento nella ciotola, tra freddo e caldo era pronto da infornare.
Ho portato il forno a 250° e quando era bello caldo ho estratto la pentola (attenzione a non scottarvi), ho aperto lo strofinaccio, mi sono rovesciata l’impasto sulla mano, ho praticato alcuni tagli con il coltello, andando a fondo un paio di cm. e ho messo nella pentoa bollente con i talgi rivolti in alto naturalmente. Ho coperto e messo in forno. Ho lasciato 15 minuti a quella temperatura, poi ho abbassato a 220° e lasciato altri 10 minuti. Ho tolto il coperchio e lasciato altri 10 minuti. Poi ho tolto il pane dalla pentola e adagiato sulla griglia del forno, abbassato a 200 e lasciato andare ancora 15 minuti. Infine ho spento il forno e lasciato dentro la mia pagnottina ad asciugare ancora 10 minuti.
Mio marito ieri sera quando l’ha vista sul tagliere in tavola mi ha detto “Bella” e quando l’ha assaggiata mi ha detto:
“Buono questo pane, dove l’hai comprato?”
Per me un gran bel complimento!!
E davvero buono, con un sapore di pane antico …. grazie Martina e Ana. 🙂
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